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Massa e dintorni ....in Corso
In edicola Agorà e Corso Italia news. Insieme abbandona il Consiglio Comunale e Patto replica. Alla Folgore il derby contro il Marigliano. Pronto il calendario delle escursioni della Due Golfi. Che bello il Tour enogastronomico. In arrivo i festeggiamenti in onore di San Francesco. News dal San Paolo. Nella Chiesa di Sant'Agata concerto ogni ultima domenica del mese.
La frase di oggi.
Chi giustifica i propri limiti dicendo "son fatto così" dovrebbe capire che la vita dura a lungo perchè si muoia migliori di come si è nati (da twitter)
Il vangelo del Giorno
Il Vangelo di Oggi

 

Lello Acone - un innamorato di Massa Lubrense

L'amore che Raffaele Acone, per gli amici Lello, nutre per la propria terra, Massa Lubrense, ha dato vita già da alcuni anni a questo progetto. Tanti sono gli argomenti che ruotano intorno al nostro bel paese di cui discutere. Lo sport e la politica, la scuola ed il commercio, quello che accade per le strade di Massa e quello che dice la gente sono solo alcuni dei temi che ci stanno a cuore.

Non chiedere ciò che il Tuo Paese può fare per Te, ma chiediti ciò che puoi fare Tu per il Tuo Paese! (John F. Kennedy)

Agenda del Giorno
Buongiorno amici. Oggi è il 26 aprile ed è mercoledì. Il tempo a Massa si prevede quasi sereno, temperature comprese tra 41° e 20° vento che soffia a 20km/h da sud ovest ed umidità al 74%. Il sole sorge alle 6 e 16 e tramonta alle 20 e 01 mentre la luna, calante, 7% sorge alle 6 e 29 e tramonta alle 20 e 04 Oggi si festeggia San Cleto papa! E stamattina i nostri auguri di Buon Onomastico a tutti coloro che portano questo bel nome ed a seguire quelli di Buon Compleanno che oggi vanno agli amici Maria Luisa PInto di Sant'Agata, Melania Ruocco di Pastena, Daniela Adamo, Rosa Meo, Pia Miccio, Francesco Esposito, Toby d'esposito e Stefania VIncenti. Buon Compleannno amici e che possiate trascorrere una lieta giornata circondati da chi Vi vuol bene.
Il nostro Libro degli Ospiti
In edicola Agorà e Corso Italia news. Insieme abbandona il Consiglio Comunale e Patto replica. Alla Folgore il derby contro il Marigliano. Pronto il calendario delle escursioni della Due Golfi. Che bello il Tour enogastronomico. In arrivo i festeggiamenti in onore di San Francesco. News dal San Paolo. Nella Chiesa di Sant'Agata concerto ogni ultima domenica del mese.
Lauro su Di Giacomo e Vico.




SALVATORE DI GIACOMO E VICO EQUENSE. IL GRANDE POETA NAPOLETANO ERA LEGATISSIMO NON SOLO AD AGEROLA E A SANT’AGATA SUI DUE GOLFI, MA FREQUENTAVA, FIN DALLA FINE DELL’OTTOCENTO, I BAGNI TERMALI DELLO SCRAJO, A VICO EQUENSE. VICENDE INEDITE E DI GRANDE INTERESSE STORICO NEL NUOVO ROMANZO DI RAFFAELE LAURO, “DON ALFONSO 1890 - SALVATORE DI GIACOMO E SANT’AGATA SUI DUE GOLFI”

 

 

di Giuseppe D’Esposito

 

Man mano che si procede nella lettura delle bozze del nuovo romanzo di Raffaele Lauro, “Don Alfonso 1890 - Salvatore Di Giacomo e Sant’Agata sui Due Golfi”, si ha la precisa sensazione di trovarsi dentro una miniera inesauribile di fatti storici e di vicende, del tutto inedite, che riguardano l’intera Penisola Sorrentina. Anche in questo lavoro, infatti, dopo la celebrazione, a tutto tondo, della nostra città, dal monte Faito alle marine, fatta nel terzo romanzo de “La Trilogia Sorrentina”, “Dance The Love - Una stella a Vico Equense”, attraverso gli occhi incantati della grande danzatrice russa Violetta Elvin, vicana di adozione, da circa sessant’anni, l’Autore non rinunzia a scrivere altre pagine bellissime su Vico Equense e sulla sua ricchissima storia. In particolare: la frequentazione di Salvatore Di Giacomo, fin dalla fine dell’Ottocento, dei bagni termali dello Scrajo; l’amicizia con il religioso e intellettuale vicano, don Gaetano Parascandalo, primo storico della nostra città; il dibattito, tra i due, sulla figura di Giovanni Battista Della Porta e sul luogo di nascita del grande pensatore del Seicento e, infine, le indagini su un fatto di cronaca nera, avvenuto, in quegli anni, a Vico Equense (“Il mistero di Vico Equense”), che coinvolse l’opinione pubblica vicana, napoletana, nazionale e francese. Lauro ci racconta come sia pervenuto a queste interessanti rivelazioni, una vera chicca per noi vicani, e di chi lo ha guidato in questo percorso di ricerca documentale, seguita, poi, dalla sua scrittura narrativa.

 

 

 

D.: Anche in questo romanzo, lei non trascura la nostra Vico Equense, la terra d’origine dei sui avi materni. Si tratta di una forzatura affettiva?

 

R.: Tutt’altro. Nel piano-struttura originario del romanzo, Vico Equense non rientrava, anche se avevo avuto notizia certa di una cartolina, a firma di Salvatore Di Giacomo, spedita dal poeta dai bagni termali dello Scrajo di Vico Equense, venduta ad un’asta. Le ricerche successive, presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, sezione Lucchesi Palli, nel complesso epistolario di Di Giacomo (scriveva a getto continuo, ovunque si recasse, spesso su cartoline che riproducevano anche delle sue fotografie di Napoli), non evidenziarono, a proposito, altra corrispondenza da Vico Equense o una frequentazione assidua del luogo, da parte del poeta. Ne ho chiesto notizia, allora, al professor Salvatore Ferraro, mio amico e bibliofilo di livello nazionale, il quale, come sempre, mi ha guidato, attraverso alcuni scritti minori di Di Giacomo, ad una scoperta sorprendente. Quella cartolina, ora in mano a qualche collezionista privato, non rappresentava un fatto sporadico. Al contrario. Salvatore Di Giacomo era un assiduo frequentatore di Vico Equense e dei bagni termali dello Scrajo, fin dalla fine dell’Ottocento, ove si recava da Napoli per curare i primi sintomi artritici di una malattia, l’uricemia, che lo avrebbe portato alla morte, nel 1934. Presso lo Scrajo, aveva conosciuto un religioso locale, che si dilettava in ricerche storiche, don Gaetano Parascandolo, il quale gli aveva fatto dono di una sua vecchia pubblicazione di storia locale. Di Giacomo, inoltre, era anche l’autore di una serie di articoli di cronaca nera (non dimentichiamo che, alle origini, era stato un cronista di nera sui giornali napoletani), pubblicati su un quotidiano partenopeo, intorno al misterioso omicidio di un ragazzo francese. Di tutto questo risultato, sono particolarmente grato a Ferraro: uno squarcio di luce, che ha consentito di documentare quanto il grande poeta napoletano amasse tutta la costiera sorrentino-amalfitana, compresa Vico Equense.

 

D.: Forse conviene partire proprio dallo Scrajo. Dai bagni termali, già famosi in quell’epoca.

 

R.: Famosissimi, direi! Vico Equense era ed è una terra benedetta, come tutta la costiera sorrentino-amalfitana. Aveva ed ha tutto: la montagna, le colline, il piano, le spiagge e, pure, mica poco, una ricca sorgente di acque termali, che curavano e curano sia le malattie della pelle che le patologie della respirazione. Cielo, sole, mare e acque termali, che erano state premiate, come altamente terapeutiche, nel 1897, dalla Società Italiana di Medicina Interna. La miscela di salsedine, di bromuro e di iodio curava e cura anche le affezioni otorinolaringoiatriche, i reumatismi e i dolori articolari. Per quest’ultima terapia, venivano utilizzate, appunto, da Di Giacomo. I bagni dello Scrajo, noti in tutta l’Italia, fin dall’inizio del Novecento, erano ben frequentati anche da personalità napoletane e romane.

 

D.: A chi si deve la scoperta e la messa a frutto terapeutico della sorgente?

 

R.: Il proprietario del fondo a mare dello Scrajo, un medico-chirurgo siciliano, Andrea Scala, intuì subito l’importanza terapeutica della sorgente e iniziò a costruire un complesso termale, ampliato dagli eredi, che oggi rappresenta un fiore all’occhiello del nostro turismo termale, non solo a livello nazionale.

 

D.: Allo Scrajo si conobbero Di Giacomo e don Gaetano Parascandolo?

 

R.: Nonostante la differenza di età, trent’anni, si conobbero, fraternizzarono e si scambiarono le rispettive pubblicazioni. Il canonico gli regalò la copia della sua monografia su Vico Equense, che aveva pubblicato nel 1858, e coinvolse il grande poeta nelle sue ricerche sul luogo di nascita del filosofo-alchimista seicentesco, Giovanni Battista Della Porta. Si batteva, da anni, per dimostrare che il Della Porta fosse nato a Vico Equense, in una delle ville collinari di proprietà della sua famiglia, una nobile schiatta napoletana.

 

D.: Di Giacomo era interessato alla questione?

 

R.: Certamente, la questione, infatti, era oggetto, all’epoca, di discussione nel mondo accademico e culturale napoletano. Di Giacomo considerava Della Porta un vero genio, una mente prodigiosa, un pensatore straordinario, un uomo della modernità...

 

D.: Un mago?

 

R.: Un precursore della scienza, a giudizio di Di Giacomo, come Campanella, Bruno, Galileo e Keplero, i cui trattati sull’agricoltura sono ancora attuali. Per questo il poeta accettò di andare in carrozzella, con il prete, fino al casale di Pagognano.

 

D.: A far cosa?

 

R.: Don Gaetano volle mostrargli la villa, dove, secondo lui, era nato il Della Porta.

 

D.: Di Giacomo se ne convinse?

 

R.: Non del tutto, ma consigliò all’anziano canonico di cercare l’atto di nascita per averne la certezza. La vista dei frutteti e dei vigneti, tuttavia, i profumi della menta e della mortella, una flora così copiosa e variata, letta nelle opere in latino di Della Porta, lo convinsero che, in quei luoghi, il filosofo fosse, se non nato, certamente cresciuto e vissuto, tra campi, orti, selve di castagni, uliveti e vigneti prosperosi e bassi.

 

D.: Cosa sappiamo di don Gaetano Parascandolo?

 

R.: Gli studiosi di cose vicane farebbero bene ad approfondire questa figura di prete intellettuale, di ispirazione liberale, censurato dalla gerarchia. Era più anziano di Di Giacomo di trent’anni, nato a Vico Equense nel 1830, da un’antica e nobile famiglia vicana. Appassionato di storia patria, aveva pubblicato una monografia su Vico Equense, nel 1558, di cui menava gran vanto. Professore nel seminario di Cava, di ispirazione patriottica, cade sotto i rigori dell’arcivescovo di Sorrento. Dovette combattere anche per avere il riconoscimento del canonicato di famiglia. Si prese, comunque, prima di morire, nel 1904, trent’anni prima di Di Giacomo, la soddisfazione di pubblicare le notizie storiche sulla nascita e la figura del Della Porta, frutto delle sue decennali ricerche, e una biografia dell’ultimo vescovo di Vico Equense, il repubblicano Michele Natale, impiccato, nel 1799, per le sue idee liberali.

 

D.: Materia per un convegno sul rapporto Parascandolo-Natale, Parascandolo-Della Porta, Parascandolo-Di Giacomo.

 

R.: Materia di grande interesse!

 

D.: Ho letto che di Giacomo si interessò anche di un omicidio, consumato a Vico Equense, un omicidio misterioso?

 

R.: Esattamente. Scrisse, dal 23 luglio al 3 agosto 1894, sette articoli magistrali, di apparente cronaca giudiziaria, in realtà autentici capolavori narrativi, pubblicati su “Il Corriere di Napoli”, con il titolo, appunto “Il mistero di Vico Equense”. Con i quali tenne viva l’opinione pubblica sull’omicidio di un ragazzo francese, mentre inquirenti e magistratura, in contrasto tra loro, brancolavano nel buio.

 

D.: Cosa era effettivamente avvenuto?

 

R.: Sugli scogli sotto La Fusarella, fu trovato il cadavere di un ragazzo francese, di 13 anni, Henry Maubertot, scaraventato giù dal suo patrigno, il marchese Luciano Gastone De Nayve, per ragioni di eredità. Ci vollero nove anni per arrivare alla verità. Alla fine, l’assassino fu condannato, in Francia, per il grave delitto, anche per merito degli articoli di Di Giacomo.

 

D.: Di Giacomo poeta della canzone, fotografo, commediografo e scrittore. Anche investigatore?

 

R.: Non dimentichiamo che Di Giacomo era nato come giornalista di cronaca napoletana, anche nera. Ma quegli articoli di nera svelano la sua ricchezza di narratore e il suo sentimento di poeta.

 

D.: Presenterà il libro anche a Vico Equense, oltre che a Sant’Agata sui Due Golfi, ad Agerola e a Sorrento?

 

R.: Lo spero. Mi piacerebbe proprio nell’Albergo Scrajo Terme, condotto sempre dagli eredi Scala. Sarebbe un omaggio a don Salvatore, il poeta, a don Gaetano, il prete liberale, e al dottor Andrea Scala, lo scopritore delle proprietà terapeutiche dell’antica sorgente termale dello Scrajo.




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A Sorrento dal 29 Raccontare ad ...Ago!


Grazie all'amica Teresa per l'attenzione.

Queste alcune notizie:

Ho il piacere di inviarLe in allegato l'invito all'apertura della 
Arte della Tessitura e del Ricamo, Raccontare ...Ad Ago, che si svolgerà presso la sede della Fondazione Sorrento-  Villa Fiorentino. Corso Italia, 53 il giorno 29 Aprile alle ore 17:00.

L'Evento principale che caratterizzerà la Mostra sarà l'esposizione della Casula di   San Giovanni Paolo II per il 25°Anniversario della sua visita Pastorale in Penisola Sorrentina.

Sì esporrà inoltre la Litografia del Ricamo "il Punto Sorrento" dedicato alla benemerita signora Bice Iannuzzi.

Ringraziandola anticipatamente della sua presenza, La saluto cordialmente.

L'amministratrice
Cooperativa La Sirena
Signora Carmela Scala



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Con la Proloco a Crapolla:ricevo e pubblico.










(foto di Rosaria, di Teresa  e dal facebook del Comune)

Report di una bella giornata vissuta da tanti amici, una sessantina, grazie alle Camminate di Primavera organizzate dalla Pro Loco del  Comune di Massa Lubrense e dall'Assessorato al Turismo.
Ricevo e, ringraziando, pubblico:


Si è tenuta domenica la seconda delle " Passeggiate di Primavera a Massa Lubrense" organizzata dalla Pro Loco Massa Lubrense e dal Comune Assessorato al Turismo. L' itinerario di ieri ha condotto numerosi residenti ed ospiti del territorio alla scoperta di una delle più suggestive insenature della Costa Lubrense. Guidati ottimamente da Amalia Guarracino e Romina Amitrano quasi 60 persone sono piacevolmente rimaste colpite dalla straordinaria bellezza del Fiordo di Crapolla che, oltre ad essere di grande interesse naturalistico, conserva tracce di un passato ricco di storia. Dalla piazza di Torca, imboccando Via Nula e Via Casalvecchio, si giunge al sentiero, contrassegnato con il colore blu, che, ricalcando il percorso di un' antica mulattiera, si snoda attraverso il verde della macchia mediterranea fino al Belvedere " La guardia". Da questo punto i 700 gradini in pietra calcarea conducono al fiordo. Lungo la discesa è di obbligo una sosta alla Cappella di San Pietro. Accanto alla cappella sono visibili colonne e basi risalenti all' Antica Abbazia di San Pietro. La leggenda vuole che l' Abbazia fosse stata edificata sui resti di un tempio romano dedicato ad Apollo, da cui deriva il toponimo Crapolla. Secondo la tradizione San Pietro, nel suo viaggio di cristianizzazione verso Roma sbarcò a Crapolla. Riprendendo il sentiero si giunge al Fiordo. Nella parte occidentale dell' insenatura sono ancora visibili i resti di una villa romana e, appena prima della spiaggetta, sono visibili i resti di alcune cisterne romane che, sicuramente, servivano per approvvigionare le ville lungo la costa. Di altra epoca ma di immutato fascino è la Torre di Crapolla, detta anche Torre Crapullo. Questa è l'ultima della serie di torri che ricadevano sotto la giurisdizione dell' " Università di Massa Lubrense" e che, a causa delle incursioni saracene avvenute tra il IX e il XVI secolo, furono edificate lungo tutta la costa Lubrense. Torre Crapullo fu edificata nel 1567. La giornata, per chi ha voluto fermarsi in nostra compagnia, una cinquantina dei partecipanti, è terminata con il pranzo al ristorante" Il Fienile". Il prossimo appuntamento è per domenica 7 Maggio, con un itinerario che ci condurrà alla scoperta delle "riggiole" del maestro Chiaiese.




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Shibusa karate dojo sugli scudi ad Ariano Irpino


Bello avere appreso stasera al ritorno a casa delle imprese dei nostri giovani campioni della Shibusa Karate Dojo del nostro campione mondiale di Karate Alfredo Amitrano che in quel di Ariano Irpino si sono distinti ottenendo parecchie medaglie raccogliendo atleti, allenatori e famiglie il frutto dei Loro tanti sacrifici seminati.. Questo quanto leggiamo sulla loro pagina di Facebook. Complimenti amici, siamo orgogliosi di Voi.

Buona la prima esperienza agonistica della Shibusa Karate Dojo che proprio ieri ha partecipato alla competizione WTKA ad Ariano Irpino.
Nonostante la prima esperienza di tutti gli atleti e gareggiando anche con cinture molto più alte tutti i ragazzi hanno dimostrato tanta voglia di partecipare e un ottimo livello tecnico.
A salire sul podio sono:
LORIA FRANCESCA, 1 POSTO
RUSSO DANIELE, 3POSTO
DE GREGORIO CHRISTOPHER ALEX, 3 POSTO

Complimenti di cuore a tutti i ragazzi che anche non raggiungendo il podio hanno gareggiato con vero spirito sportivo e sono certo che lavorando così i risultati arriveranno per tutti.
Un ringraziamento speciale va ai genitori accompagnatori che senza la loro enorme pazienza sarebbe stato quasi impossibile fare questa bella esperienza




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Domani è la Festa della Liberazione.


Domani si ricorda la Liberazione. Il manifesto del Comune.



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IL 27 e 28 al Delle Rose è Peter Pan


Solo chi sogna può volare… Questo il life motiv che ha contraddistinto gli ultimi otto mesi: dai primi incontri preventivi, fino alle ultime prove complete.

Pete Pan, il musical, uno spettacolo che ci ha permesso di sognare in grande, di volare alto, di salire un po’ più su. Uno spettacolo nato dalla collaborazione di due parrocchie del nostro territorio: Santa Maria di Galatea ( Mortora) e la Santissima Trinità; gli animatori, gli adulti e i giovanissimi di entrambe le parrocchie, uniti nella realizzazione di un sogno.

Alla base di tutto, tante sfide da affrontare: coordinare circa 80 ragazzi, sostenendoli e caricandoli in ogni momento, superare le diffidenze e differenze tra due realtà tanto diverse quanto simili, adottare e personalizzare su di noi una storia senza tempo e senza età, che non ha bisogno di presentazioni. Obiettivo principale: divertire e far sognare i nostri giovanissimi, aiutandoli a far capire loro che si cresce solo se si ritorna bambini, che insieme si va lontano, che attraverso la fatica arriva la soddisfazione più grande.

Vi presentiamo la storia di Peter Pan, il ragazzo che non voleva crescere, che aiuta una ragazzina a superare la paura di diventare grande, che vive mirabolanti avventure su di una piccola isola che “non c’è”, che accende gli animi di grandi e piccini attraverso la sua continua lotta con il Capitan Uncino. Una storia che tutti conosciamo e che ci prende da sempre, che viene resa ancor più avvincente dalla straordinaria colonna sonora di Eduardo Bennato, eclettico cantore e poeta della nostra infanzia e gioventù.

Vi invitiamo a volare, insieme a noi, verso l’isola che non c’è, un viaggio pieno i avventure, che, siamo sicuri, coinvolgerà non solo i protagonisti sul palco, ma anche il pubblico che ritroverà la voglia di tornare bambino.

Vi aspettiamo il 27 e 28 aprile, alle 20.30, presso il Teatro delle Rose – Piano di Sorrento

(da Corso Italia news, il sito on line della Penisola Sorrentina con tante notizie su quel che avviene vicino a noi e non solo, clicca qui)



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Sabato 29 al TEatro S.Antonino di Sorrento.



Sabato 29 Aprile alle ore 21 al Teatro Sant'Antonino, Sorrento (Corso Italia, al lato della Cattedrale di Sorrento), andrà in scena uno spettacolo che unisce musica e recitazione, in una messa in scena "irripetibile" (dato l'alto numero di special guests che saranno presenti alla serata) associato al nuovo disco di rap storytelling "Prima dell'alba".


"Prima dell'alba" con
Mauro Marsu - voce/voce narrante
Roberto DjSpider Ciuoffo - giradischi

SPECIAL GUESTS (featuring del disco) :

Danilo Castellano
Katia De Martino
Tonino Aprea a.k.a. DJ Neno
Luigi Apreda Mollo a.k.a. Diamond Louis
Anna Soares
Antonino Staiano
Mariano Zora Rongo Zorama

e l'attore Cristian Izzo

lo spettacolo sarà arricchito dalla partecipazione delle ATTRICI/ATTORI
Cristian Izzo (premiato "miglior attore al Festival Europeo del Teatro Giovanile 2015")

Cleide Ardia
Martina Russo

e dalla Compagnia Teatrale "L'Airone" :
Marika Esposito
Francesco Gargiulo
Gino Gargiulo
Giuseppe Russo

REGIA Anna De Martino

ASSISTENTE DI SCENA Angela Capozzi

PRESENTA LA SERATA : Luisa Esposito (Corso Italia News)

MEDIA PARTNERS : Corso Italia News
Giuseppe Prudente

SINOSSI

"Il disco ha un concept particolare e racconta “la storia di una notte e dei suoi abitanti, dei suoi attori più o meno protagonisti. È la storia di chi lavora di notte o di chi la vive per divertimento. È un’umana commedia che terminerà al forno di Aniello. Un barbone e una prostituta a far da Angelo e Dea, una casellante, Ada, a far da apripista per l’”ade notturno”. Una coppia di innamorati in cerca di amore, un bambino in cerca della tranquillità per riposare, rassicurato dal lampeggiante di un vigilante. Un barista amico di tutti, uno spacciatore, dei ragazzi impegnati in una campagna elettorale che si confronteranno con un’aspirante giornalista, che di fatto, i giornali li consegna. Una tassista che scarrozza persone e ne immagina a sua volta le storie. Un portiere d’albergo che ama i cruciverba, uno spazzino amante del jazz a cui toccherà “ripulire il palco in cui questa notte è andata in scena” con i suoi protagonisti e le sue comparse. Un viaggio lungo una notte, tra fantasia e realtà, che vanno ad intrecciarsi...prima dell’alba.”

Tante le collaborazioni :
Si parte con l’introduzione di Salvatore Torregrossa (polistrumentista stabiese), che ha curato tutti i brani recitati (compreso le 13 bonus tracks). Il vocalist Danilo Castellano, che ha seguito Mauro Marsu & DJ Spider nello spettacolo del precedente lavoro, compare in 4 brani oltre ad aver curato la produzione musicale di “Enzo e Lucia” con featuring di Zorama Mariano Zora Rongo nell’inciso. Il pianista Aniello Iaccarino ha cooperato a varie produzioni (“Angelo”, “Simone”, “Dea”, “Ada”, “Cesare”), DJ Spider (DJ dello spettacolo dal vivo) ha curato varie produzioni, oltre al missaggio e al master, compare anche come MC in due brani, Gigi e Tony,oltre a scratchare in 3 pezzi. Questi ultimi due brani sono stati prodotti da Gigi Emme Luigi Apreda Mollo a.k.a. Diamond Louis che ha curato la quasi totalità delle registrazioni dei brani. Le cantanti Deborah Perrotta, Katia De Martino e Anna Soares, con le loro differenti influenze, impreziosiscono tre brani del disco. Il cantante blues Tony Staiano Antonino Staiano è la voce dell’inciso di Alberto, brano che vede anche il feat. di DJ Spider. Sono di Kaino beatSpreader - bad boy at work Antonio Carofalo (co-autore del precedente lavoro “La Famiglia Rossi”) i 3 beats che compongono il brano “Roberta” (tassista) che “cambia base ad ogni cliente”. In “Renato” su produzioni de “Il Tenente” Max Tntproduzioni Iltenente che canta anche il ritornello, si alternano anche gli scratches di Dj Caster - la kattiveria (due componenti de “La Kattiveria” collettivo di Reggio Emilia). DJ Caster cura anche gli scratches finali sull’ultima canzone del disco, “Aniello”, su produzioni di DJ Neno Tonino Aprea. L'attore Cristian Izzo (premiato come miglior attore al "Festival Europeo del Teatro Giovanile" 2015) è la voce del brano "Simone e il buio" (special recitato).

Il disegno di copertina è stato curato da Simona Simone, poliedrica artista della Penisola Sorrentina.

Il lavoro è anticipato dal videoclip di “Ada” feat. Anna Soares disponibile dal 27 Febbraio su https://www.youtube.com/watch?v=AKLMzGZADvA per la regia di Catello Giordano Editing Studio 91 e Mauro Marsu.

“Prima dell'alba" è in libero ascolto su Spotify e YouTube, disponibile su iTunes e gli stores digitali, e ordinabile in copia fisica su www.bucodelrap.it

Info e contatti
FB, Twitter, Instagram, Spotify, Youtube : mauromarsu



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La folgore al tie break batte Marigliano con occhi


Un altro grande sabato per i nostri beniamini della  Folgore Massa di Mister Esposito e capitano Aprea che al ritorno al Palatigliana gremito da tifosi biancoverdi  portano a casa altri due punti preziosi che le permette di balzare momentaneamente al quarto posto  in classifica (clicca qui) imantenendo inalterate le possibilità di playoff per la serie A.  E questo è  l'articolo scritto dall'amico Antonio Abbate su Penisola Sport (clicca) 
Adesso occhio alla trasferta della Prossima settimana a Roma in casa  della seconda in classifica e poi il ritorno al Palatigliana pe rl'ultima di campionato. Forza Folgore!



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Il 2 maggio al Cerulli lo Stage dell'Atletico.


Il 2 maggio al Cerulli, stage  e raduno organizzato dagli amici dell'Atletico Sant'Agata del Presidente Antonino Persico in collaborazione con la SPAL gloriosa società romagnola di calcio in procinto di ritornare nel calcio che conta.In apertura la locandina ed a seguire il comunicato:

Comunicato ufficiale del Presidente Antonino Cataldo Persico
L' Asd Atletico Sant Agata
grazie  alla affiliazione con la società Spal 2013 ,e la fattiva collaborazione del capo scouting dell'area sud Italia della suddetta società Antonio Amodio junior;l'ASD Atletico Sant Agata e orgogliosa di comunicare come da locandina allegata , di organizzare il Primo Raduno Regionale , riconosciuto dalla FIGC -LND Campania, con la partecipazione di Tecnici Federali del settore giovanile della Spal e la presenza di Marco Aventi responsabile unico delle società affiliate.
Precisiamo che è la squadra che  attualmente comanda la classifica del campionato della serie  B italiana.
Per info : Mister Silvano Miniero responsabile del raduno 3334267701



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Giovedì a San Francesco: imperdibile!




Grazie a Don Saverio Casa ed all'antica Tipografia Petagna per l'attenzione. Siamo tutti invitati!



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La risposta del Sindaco alla Minoranza!


Minoranza a pezzi che brutta figura
di Utente non registrato, 22/04/2017 - 06:11

Benvenute queste precisazioni.
Ma ai cittadini interessa il contenuto, la sostanza, il progetto.
Anche l'opposizione invece di perdere tempo in inutili battaglie di forma proponga qualcosa di utile per la crescita di Massa Lubrense.
di Utente non registrato, 22/04/2017 - 08:36

Giusto per par condicio, mi sembrerebbe opportuno riportare, su questo sito, anche il documento a cui il sindaco fa riferimento, in modo da farsi un'idea sulle diverse posizioni! Capisco peró che in questo modo verrebbe meno la propaganda e si farebbe solo informazione...e forse non conviene...
di Utente non registrato, 22/04/2017 - 08:48

GRANDE SINDACO.
Capisco la sua signorilità di carattere, ma fa bene ogni tanto a mettere i puntini sulle i
di Utente non registrato, 22/04/2017 - 09:28

che risposta da parte del sindaco...allora lello Staiano ha sbagliato e loro continuano a farlo perché si è sempre fatto cosi...e allora il cambiamento????
di Utente non registrato, 22/04/2017 - 10:01

Ha fatto bene il Sindaco a scrivere questa risposta alla minoranza, altrimenti poteva passare per un vanto quanto in consiglio comunale dal gruppo di minoranza.
Gentile sig. Liberato Staiano, la prossima volta agisca meno impulsivamente....
di Utente non registrato, 22/04/2017 - 12:29

Certo al sindaco che adduce a delle similitudini con la vecchia amministrazione chiedo:\\" Ma non doveva essere il cambiamento???\\"
di Utente non registrato, 22/04/2017 - 16:30

il cambiamento di questa amministrazione e' ben evidente. non e' certamente la data di presentazione della relazione del revisore dei conti (soggetto non legato come prima alla amministrazione ma di nomina prefettizia) che determina il cambiamento,
di Utente non registrato, 24/04/2017 - 08:00

Com'é che il mio commento con il link della risposta di Staiano non é stato pubblicato prima di quello delle 8:00 del 24/04? La censura fascista in azione!!!!!!! Che delusione Lello.......... ___________per problemi di spam quando uno mette un commento con link non esce proprio. mandami una mail o scrivi il tsto qui e lo puybblico. ma che censura e censura. staim scherzando. fu un accorgimento adottato dal mio wevbmaster perchè arrivavano link ad josa tutti spam e si bloccava il sito. p.s. potrebberoa nche mandarmelo come lo han mandato a tutti e come mi mandarono quello che mi riguardava.
di Utente non registrato, 24/04/2017 - 21:14


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Il 28 è Consiglio Comunale.


Dup e Bilancio di Previsione gli argomenti principe  all'ordine del giorno.



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Agorà di domani in edicola!

SCUSATE MA LA NUOVA SEDE DELLA PRO LOCO NON DOVEVA ESSERE A REOALA?E CHI PAGA L'AFFITTO ,LE VOCI DICONO L EX .....? __________aggiunto da lello: hanno trovato un locale in centro e per quanto riguarda l'affitto non capisco la Sua allusione.
di Utente non registrato, 23/04/2017 - 08:12

EX N°1
di Utente non registrato, 23/04/2017 - 11:29

OVVIAMENTE EX N°1INTESO COME PORTIERE
di Utente non registrato, 23/04/2017 - 12:47

Precisamente in Corso S.Agata, a 30-40 metri dalla sede precedente
di Utente non registrato, 23/04/2017 - 13:05

CHI PAGA L'AFFITTO?
di Utente non registrato, 25/04/2017 - 11:58


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Domenica a Crapolla con Pro Loco Massa









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Domenica con Pro Loco Due Golfi è Syrenuse



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In arrivo i festeggiamenti in onore di S.Francesco


Grazie alla Antica Tipografia Petagna per l'attenzione.

S. Francesco prega per noi
di Utente non registrato, 21/04/2017 - 19:07


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Lauro e DonAlfonso:intervista Siniscalchi.




SALVATORE DI GIACOMO. I LUOGHI DELL’ANIMA DEL GRANDE POETA NAPOLETANO, AGEROLA E SANT’AGATA SUI DUE GOLFI, TRIONFANO NEL NUOVO ROMANZO DELLO SCRITTORE SORRENTINO, RAFFAELE LAURO, “DON ALFONSO 1890 - SALVATORE DI GIACOMO E SANT’AGATA SUI DUE GOLFI”. STORIA, BELLEZZE NATURALI, COLORI, PROFUMI, SENSAZIONI, PERCEZIONI NON SOLO VISIVE, MEMORIE FAMILIARI, VOCI DEL PASSATO E MOMENTI INTENSI DI VITA COMUNITARIA

 

 

di Antonino Siniscalchi

 

 

Le principali location del nuovo romanzo di Raffaele Lauro, “Don Alfonso 1890 - Salvatore Di Giacomo e Sant’Agata sui Due Golfi”, edito da GoldenGate Edizioni di Roma, vanno dai Monti Lattari alla Punta della Campanella, dai Bagni dello Scrajo di Vico Equense alla Piazza Tasso di Sorrento, dal porto di Napoli a quello di New York, da Little Italy a Staten Island, da Monte San Costanzo al piccolo fiordo di Crapolla. I due poli fondamentali, tuttavia, tra i quali si snodano le vicende narrative del grande poeta napoletano Salvatore Di Giacomo e di don Alfonso Costanzo Iaccarino, proprietario della Pensione Iaccarino, un albergo-ristorante, aperto nel 1890, sono Agerola e Sant’Agata sui Due Golfi. Due località amatissime da Di Giacomo, la prima submontata, la seconda collinare. Luoghi climatici entrambi prediletti dai napoletani più abbienti, perché, d’estate, vi si respirava aria fresca, salubre, tonificante, “mbarzamata”; si mangiava genuino e, in ogni ora del giorno o della notte, sotto la luce del sole o della luna, si godevano panorami mozzafiato dai balconi naturali, affacciati sopra il mare della costiera amalfitana (da Agerola), o su quello dei due golfi, Napoli e Salerno (da Sant’Agata sui Due Golfi). La scrittura sempre cinematografica dell’Autore, per me il prof, con uno stile più da sceneggiatore che da romanziere, restituisce, evocativamente, al lettore, storia, bellezze naturali, colori, profumi, sensazioni, percezioni non solo visive, legate, in particolare, per chi è nato in uno di questi due borghi, ai ricordi di infanzia, alle memorie familiari, agli odori di cibo antico, alle feste di paese, alle voci del passato e a momenti intensi di vita comunitaria di queste terre benedette da Dio, come le vendemmie, la raccolta delle mele limoncelle e la sagra delle ciliegie tardive. Da santagatese, innamorato del mio paese, mi sono riconosciuto, ritrovato e commosso, nelle pagine di Lauro, dedicate a Sant’Agata sui Due Golfi. Senza cedere a sentimentalismi, devo confessare che il mio cuore ha spesso sobbalzato e la memoria mi ha travolto. Grazie, prof! Con questi sentimenti di personale riconoscenza, da santagatese, gli ho posto alcune domande.

 

 

D.: Da Agerola a Sant’Agata sui Due Golfi, i due poli dei soggiorni estivi di Salvatore Di Giacomo. Il grande poeta napoletano, quindi, abbandonò la località submontana per quella collinare, per il mio borgo? Fu un tradimento di Agerola?

 

R.: Affatto, nessun tradimento, piuttosto un “doppio” innamoramento. Di Giacomo, dalla fine dell’Ottocento, come il drammaturgo Roberto Bracco e il compositore Francesco Cilea, amava soggiornare, per lunghi periodi estivi, ad Agerola, per sfuggire al caldo afoso di Napoli, come molte altre personalità del mondo politico, culturale e canzonettistico napoletano. Cito, per tutti, Benedetto Croce. Era letteralmente invaghito della luna di Agerola, la luna nuova, alla quale aveva dedicato molti versi famosi, che, poi, sarebbero stati musicati. Agerola, quindi, dalla fine dell’Ottocento e, ancor più, nei primi anni del Novecento, era divenuta una meta agognata. Da Napoli, tutti vi ricercavano il fresco, la tranquillità, la quiete, il mangiar semplice, momenti di relax e di riflessione, un luogo per concepire e scrivere altre opere. Fino al 1908, Agerola era l’unico luogo dell’anima di don Salvatore.

 

D.: Cosa amava Di Giacomo di Agerola, come meta dei suoi soggiorni?

 

R.: Amava tutto di Agerola, anche la discreta ospitalità degli agerolesi, ma, in particolare, l’aria alpestre, molto ossigenata, che scendeva, come una brezza, dai circa 1400 metri dei monti e l’aria marina, ricca di iodio, che saliva, come brezza, per circa 800 metri, dalla distesa del mare. Brezze entrambe mescolate ai profumi delle diffuse erbe aromatiche e delle piante in fiore. Albergava, in genere, nella frazione di San Lazzaro, la più scenografica e panoramica di tutte, che percorreva a passeggio fino al belvedere, a strapiombo sul mare, una vera fonte di ispirazione. Ma si spostava anche nelle altre frazioni, i vecchi casali, autentiche gemme abitative della corona agerolese: la pianeggiante Pianillo, la popolosa Bomerano, la campestre Campora, la strategica Ponte, oltre alla panoramica San Lazzaro.

 

D.: Dopo, Di Giacomo scoprì Sant’Agata sui Due Golfi e iniziò a soggiornare, dal 1909 fino al 1930, per circa ventuno anni, nel nostro borgo! Come avvenne il fatale incontro?

 

R.: L’ho collocato, per esclusione, nell’estate del 1908. Galeotto fu un pranzo, a fine agosto, alla Pensione Iaccarino. E ancor più galeotta fu l’accoglienza e l’ospitalità che gli fu riservata, insieme con i suoi amici, Bracco e Cilea, da don Alfonso Costanzo Iaccarino, della cui pregiata cucina aveva sentito parlare, a Napoli, negli ambienti della Piedigrotta. Di Giacomo era un gourmet, un appassionato della buona tavola. Fu un colpo di fulmine! Non solo gastronomico, ma di affinità elettive, di simpatia umana e di affettuosa corrispondenza. Inoltre, il trentaseienne albergatore e ristoratore santagatese era un fan delle canzoni scritte da Di Giacomo, a partire dal suo capolavoro, “Era de maggio”, che il giovane tenore Enrico Caruso gli aveva cantato, dal vivo, nella sala da pranzo della pensione.

 

D.: Non si innamorò Di Giacomo anche delle bellezze naturali di Sant’Agata e di Massa Lubrense, o soltanto della cucina di don Alfonso Costanzo Iaccarino?

 

R.: Posso dire che si innamorò prima della cucina e, poi, della natura santagatese e massese. La scoprì, l’anno successivo, quanto scelse il borgo per un soggiorno breve, quasi di prova. Riscontrò così, che come ad Agerola, anche a Sant’Agata si godessero le stesse brezze profumate, la stessa aria rigeneratrice, gli stessi incantevoli panorami, peraltro su due golfi, la stessa luna nuova, gli stessi olezzi, la stessa cortesia della gente, tranquillità, pace, nonché l’acqua fresca sorgiva della Fonte di Canale, il Deserto, Santa Maria della Neve. In più, beneficiava dell’amicizia e del supporto organizzativo di don Alfonso Costanzo Iaccarino, la pensione, il ristorante e una cucina mediterranea dai sapori antichi. E le aragoste portate dai pescatori di Crapolla, delle quali era ghiotto! Da quel momento, non abbandonò più Sant’Agata sui Due Golfi. Vi ritornò per ventuno anni, fino a quella disgraziata estate del 1930, quando fu colpito da un terribile attacco semiparalizzante di uricemia e fu costretto ad abbandonare d’urgenza il borgo amato, in autoambulanza, venuta da Napoli a prelevarlo, per il ricovero in ospedale.

 

D.: Fu quello l’addio di Di Giacomo a Sant’Agata?

 

R.: Non vi potette ritornare per due ragioni. Le condizioni di salute si aggravarono, non uscì più di casa, dall’ultima dimora, in via San Pasquale a Chiaia, 35, fino alla morte che lo colse nel 1934. Le sue condizioni economiche divennero sempre più precarie, in quanto non era più in grado di scrivere. Lo confortarono, come ho riscontrato, i ricordi dei soggiorni ad Agerola e a Sant’Agata sui Due Golfi.

 

D.: Ho trovato, tra tutti i luoghi santagatesi, che hai descritto, prof, nel romanzo, di grande potenza narrativa la descrizione della prima passeggiata di don Salvatore e di don Alfonso Costanzo alla Fonte di Canale. Forse perché in quella stessa via ho vissuto con la mia famiglia.

 

R.: Via Canale è “cuore” narrativo del romanzo. Vi erano nati i genitori di don Alfonso Costanzo, Luigi e (Maria) Rosa. Vi era nato il futuro ristoratore e vi abitò fino a quando, a circa quattordici anni, emigrò in America e, nei terribili momenti di nostalgia oltreoceano, ricordava i giochi con i compagni alla Fonte di Canale. Don Salvatore procede, scendendo, con la sua famosa Kodak e fotografa le lavandaie che salgono dal lavatoio, cariche sulla testa delle conche, ripiene di panni lavati da stendere al sole, qualcuna anche con un bambino in braccio. Una scena esaltante, anche perché mette a fuoco tutta la storia umana e professionale di Salvatore di Giacomo: cronista di nera, giornalista, fotografo delle lavandaie del Vomero e della Napoli scomparsa, sotto i colpi del risanamento post colera, intellettuale, bibliotecario, uomo amante della natura e della bellezza.

 

D.: Sublime, poi, il canto delle lavandaie che sale dal lavatoio della Fonte di Canale, che prima stupisce e, poi, coinvolge emotivamente sia il poeta napoletano che il ristoratore santagatese. Un momento intensissimo!

 

R.: Il lavatoio, vicino alla fonte sorgiva, era uno dei pochi luoghi di socializzazione femminile, dai primi dell’Ottocento. Socializzazione che si esprimeva attraverso canti popolari, antichissimi. Cultura popolare. Canti di protesta contro le occupazioni straniere. Avevo riscontrato, inoltre, la passione fotografica Di Giacomo per le lavandaie del Vomero. Questi elementi si prestavano ad un omaggio non solo al grande poeta, ma alle origini stesse della più antica canzone napoletana. Jesce sole, jesce sole! E al maestro Roberto De Simone e alla sua meravigliosa “Gatta Cenerentola”.

 

D.: La Fonte di Canale è cultura popolare, melodia, musica. Cosa rappresenta, inoltre, nel romanzo, Monte San Costanzo?

 

R.: Monte San Costanzo costituisce l’esaltazione massima della straordinarietà naturale della nostra terra. Non esiste al mondo un luogo, un punto di osservazione, che sia del pari, dal quale si possa ammirare tanta bellezza insieme, facendo un giro di trecentosessanta gradi su se stessi. I Monti Lattari, le due costiere, i due golfi, Capri, Ischia, Procida, i Campi Flegrei, il Vesuvio, Li Galli... il mare, il cielo… le sirene…

 

D.: Quando salgo su Monte San Costanzo perdo il contatto con la realtà...

 

R.: Lo credo. Tempio profano e sacro, espressione del mito classico e della devozione religiosa cristiana, sintesi suprema della nostra storia, delle nostre tradizioni e degli accadimenti, anche tragici, che hanno, per secoli, coinvolto gli abitatori, antichi e recenti, della Terra delle Sirene.

 

D.: Se qualcuno potesse esalare l’ultimo respiro, da Monte San Costanzo, con negli occhi la luce di un’alba o di un tramonto, il transito sarebbe... sarebbe...

 

R.: L’anticamera del Paradiso?

 

D.: Si, prof, proprio l’anticamera del Paradiso!

E' INTERESSANTE MA ABBIAMO PROBLEMI PIù SERI COME IMMIGRAZIONE E DISOCCUPAZIONE.
Caro Dott. Lauro benvengano le vostre ricostruzioni storiche ma cosa diamo da mangiare ai giovani, senza nulla togliere ai grandi meriti della famiglia Iaccarino senza la quale oggi Massa e sopratutto Sasnt'Agata non si sarebbero affermate.
Ricordiamo per giustamemoria anche i Francischiello ed i Caputo, tutti pionieri del Turismo già da inizio NOVECENTO-
di Utente non registrato, 21/04/2017 - 08:09

Caro utente delle 8 09 ma cosa dice.questa e'poesia,e'storia e'nostalgia nello stesso momento.Ma cosa pensa che quando Pascoli scriveva \\"la cavallina storna\\"o Carducci \\"davanti San guido\\"non c'era la poverta',le epidemie etc.?eppure sono versi immortali.demagogia pura.mi creda.e mi scusi.
di Utente non registrato, 22/04/2017 - 21:40

Quanta dose di concreta ragionevolezza in questo breve commento dell'utente delle 8,09 del venerdi 21 scorso. m.m.
di Utente non registrato, 23/04/2017 - 10:54


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Aiutiamo Maria Rosaria a ritrovare Zaira!


Sparita nella giornata del 19 aprile Zaira di 4 mesi in zona Schiazzano frazione di Massa Lubrense. Vi prego di condividere per una massima diffusione offresi ricompensa cantattare a:3318420999 3341906019 0813622114



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Oggi L'arcivescovo Franco coi bimbidi Monticchio










Giornata intensa ed emeozionante quella vissuta oggi dai bimbi della scuola primaria e dell'infanzia del plesso di Monticchio del Comprensivo Bozzaotra che hanno incontrato, accompagati da docenti, collaboratori e genitori,  il nostro Arcivescovo Don Franco Alfano in una giornata baciata dal sole. Queste alcune notizie al riguardo, garzie Antonella e grazie a Peppe per le foto:

Oggi gli alunni dell'infanzia e della primaria hanno ricevuto nella chiesa parrocchiale di Monticchio la visita pastorale di sua eccellenza mons. Franco Alfano.
           
GliAlunni dell'infanzia hanno ricordato l'ultima cena coinvolgendo anche Sua eccellenza, mentre quelli della primaria hanno letto e drammatizzato l'ultima stazione della via Crucis.   
                   
Successivamente ha preso la parola l'arcivescovo  che ha esortato tutti a essere sempre più vicini a coloro che sono meno fortunati di noi ed  il momento più suggestivo è stato il lancio dei palloncini bianchi   con l'immagine di Gesù risorto




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Congratulazioni dottoressa Roberta!







E stasera son lieto di continuare  gli aggiornamenti di queste pagine con le nostre felicitazioni ad una giovanissima nostra concittadina che oggi ha raccolto il frutto di una vita di sacrifici Suoi e della Sua famiglia: sto parlando di Roberta Gambardella di Torca che, in quel di Milano, si è laureata in Filosofia con il massimo dei voti, 110 e lode, alla Prestigiosa Università Cattolica del sacro Cuore con una tesi su Cultura del dominio e Cultura della Responsabilità.

A Roberta  le felicitazioni di tutti i Suoi Cari congiunti ed amici di sempre, tra essi in primis  mamma Carmela Vespoli, papà Luigi e l'adorata sorella LIvia che non ci stanno nella pelle dalla gioia che han voluto condividere con Lei questo momento irripetibile della vita. E ad i Loro si aggiungon gli auguri  di tutti quelli che Le voglion bene e festeggiano con Lei questo importante traguardo.

Auguri Roberta  e che questo sia un importante trampolino di lancio per il Tuo futuro che Ti auguriamo radioso.

brava!
Il Comune dovrebbe aiutare questi ragazzi che si fanno onore.
Università del Sacro Cuore, detta La Cattolica, è una cosa seria e si studia veramente.
di Utente non registrato, 21/04/2017 - 07:58


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